EMBOLIA POLMONARE e TROMBOSI VENOSA PROFONDA

Posizionamento di Filtro cavale temporaneo o definitvo.

L’embolia polmonare rappresenta un evento fatale in circa il 10% dei casi; anche nei pazienti in TAO (terapia anticoagulante orale) esiste un 18% di recidiva con una mortalità del 8%. Il posizionamento del filtro cavale riduce la percentuale di nuovi episodi embolici al 2%.
Le principali indicazioni al posizionamento di un filtro cavale sono:
-controindicazione temporanea o definitiva a TAO in pazienti con TVP o EP
-recidiva di EP o estensione/recidiva di TVP in pazienti in TAO
-complicanze della TAO (emorragia, trombocitopenia, etc)
-TVP minacciosa in paziente con preesistente ipertensione polmonare o pregressa emobolectomia dell’arteria polmonare
-in associazione con altre procedure (fibrinolisi, trombectomia, embolectomia)
-(TVP al di sopra del legamento inguinale)
-(EP ricorrenti idiopatiche)
-(profilassi per procedure medico chirurgiche in pazienti ad alto rischio di EP)
Il filtro cavale consiste in un “ombrellino” in materiale biocompatibile ed RMN compatibile che viene posizionato in vena cava inferiore se possibile al di sotto all’emergenza delle vene renali, con la finalità di arrestare il passaggio di eventuali emboli a partenza dal circolo venoso profondo distale verso il circolo polmonare.
La procedura viene effettuata in sala operatoria, in anestesia locale, mediante accesso venoso percutaneo giugulare destro, più raramente per accesso chirurgico e/o femorale.
Il posizionamento del filo guida e del device introduttore, così come il rilascio del filtro cavale stesso vengono effettuati in scopia, dopo cavografia.
Posizionato il filtro e rimosso il device introduttore, viene chiuso con punto di cute l’acceso percutaneo.
Le complicanze legate al posizionamento di un filtro cavale sono infrequenti anche se alcune possono essere fatali:
-Infezione dell’accesso
-ematoma o emorragia in corrispondenza dell’accesso
-trombosi venosa del sito di puntura
-scorretto posizionamento o apertura del filtro
-trombosi cavale
-migrazione del filtro
-perforazione della vena cava, dei vasi o organi adiacenti da parte di uno o più ganci
-EP per distacco di un trombo
-reazione allergica al mezzo di contrasto
In alcuni pazienti è possibile posizionare filtri cavali temporanei che possono rimanere in sede per 4-6 mesi e quindi essere rimossi.



Pagina aggiornata al: 09 Giugno 2009